20 (Not So) Random Tracks …You Should Listen To. May2020 by The Dose

Questo pezzo è stupendo, lo dovrebbero ascoltare tutti…

Quante volte avete pensato questa frase? Credo che, fra gli appassionati di musica, sia uno dei pensieri più comuni, come è comune scambiarsi tracce. Anni fa ci si passava la musica con “le cassettine”, poi con i cd ed ora tramite i social: cambia il supporto, la musica diventa liquida ma l’abitudine della playlist mista, con le tracce che più si amano da scambiarsi con gli altri appassionati rimane. La parte più bella per me era il commentare, parlare per ore, con i miei amici dei pregi di quelle tracce che ci eravamo passati.


Questa rubrica è esattamente questo, solo che ora “la cameretta”, nella quale ci incontreremo ogni mese, si chiama Futura.Fm e al posto della cassettina c’è Spotify. Come anticipato prima  nella playlist troverà posto tutto quello che durante il mese mi fa pensare “questo pezzo lo dovrebbero ascoltare tutti” e sarà concepita esattamente come quelle cassette e cd che hanno accompagnato la mia adolescenza, quindi un gran misto di roba nuova, roba vecchia, roba famosa o meno conosciuta, roba italiana o straniera di tutti i generi. In aggiunta alla playlist, nella speranza che voi lo leggiate, ci sarà un breve articolo dove commento alcune delle tracce: niente di che, solo i deliri di un malato di musica. Bene, finito l’obbligatorio asciugare di presentazione… INIZIAMO

Hailu Mergia, dal Taxi ai palchi di mezzo mondo

La playlist si apre con un estratto dal nuovo album di quel pazzo di Yves Tumor che è uscito per quei visionari della Warp e si intitola Heaven To A Tortured Mind”, il pezzo in questione si chiama “A Greater Love” e per chi ha familiarità con i passati lavori di Tumor suonerà strano, infatti il nostro amico abbandona il territorio delle sperimentazioni ambient/noise e ci offre una traccia che porta a spasso dei vocals R’n’B in un territorio che strizza l’occhio alla neo-psichedelia funk di gente come Thundercat.

Procedendo nell’ascolto incontreremo un gruppo che a me fino a pochissimo fa era davvero sconosciuto, loro si chiama Sunset Rollecoaster, vengono da Taiwan e suonano un po’ come se i Tame Impala, che con “‘Cause I’m A Man” li precedono in questa playlist,  si fossero dati al City-Pop ( quella commistione di jazz-funk, pop e soft rock popolare in Giappone fra gli anni ’70 ed ’80), il pezzo che ho scelto si chiama “I’m A Fish” ed è cantato nella loro lingua madre, non possiamo cantarne il ritornello ma è davvero figo e mi sembra perfetto per il relax estivo.

Altro highlight è  “Yene Mircha” un pezzo proveniente dal nuovo album, omonimo, del tastierista etiope Hailu Mergia, l’allegria di questa traccia mi ha fatto pensare, non so bene perché, alla traccia “Que Beleza” dell’artista brasiliano Tim Maia, che infatti troveremo subito dopo e che per me rimane un must per ogni party in spiaggia che si rispetti. Poco dopo ecco che arriva il rap, fra le varie cose, se siete appassionati, vorrei consigliarvi “Meathead” il nuovo pezzo di Bishop Nehru prodotto da MF Doom che ci fa pure una comparsata. Sample soulful tagliato con l’accetta e rime affilatissime faranno emozionare gli amanti del genere.

Ora, invece lasciamo gli States e raggiungiamo Londra percorrendo un ipotetico ponte che attraversa l’Oceano Atlantico impersonato dalla combo composta da Lil Peep e da Milkavelli, enigmatico rapper inglese, già nella crew di rapper Piff Gang, del quale ho scelto una traccia del 2017 intitolata “ZZZ”, atmosfere chill spazzate via subito dopo dall’altro londinese purosangue Pinty.

Beh, che dire di lui? Fa parte della stessa crew di King Krule, ha già all’attivo un EP in vinile sulla cult label Rhythm Section International e sa far volare le sue liriche introspettive intrise di uno spiccato accento cockney su ritmiche UK Garage e 2-Step che tanto ci ricordano The Streets, basterà far partire “Moonlit Duty” per trovarsi di colpo a Peckham. Infatti l’ho scelta per questo. 
Ciao South London mi manchi. 

Dopo il soulful lo-fi di TheSecondSex che ci culla con la sua “In A Mood” abbiamo ormai ampiamente superato la metà della playlist e ci avviamo così verso le ultime tracce, a questo punto troviamo “Elevator Sequence” dei Durutti Column, dal loro album del 1999 “A Night In New York” e Pillow Talk dei Quiet Village dall’album “Silent Movie” del 2008.

Non mi dilungherò molto su queste tracce perché avremo modo di parlare di questi artisti più avanti dato che saranno ricorrenti nelle mie playlist e lo stesso vale per gli Smashing Pumpkins che qui troviamo con “Cupid De Locke” un dei miei pezzi preferiti da quel capolavoro che è Mellon Collie And The Infinite Sadness. Eccoci quindi finalmente ad un gradito quanto inaspettato ritorno: sto parlando dell’unrleased demo degli Oasis intitolato “Don’t Stop”.


Ora cercherò di frenare il mio entusiasmo da fanboy dei fratelli Gallagher ma oggettivamente i 4 minuti e 56 secondi del pezzo ci portano indietro di qualche anno con un Noel alla voce e arpeggi di Beatlesiana memoria. Poco importa se Our Kid Liam ha infranto tutte le nostre speranze di un improvviso riavvicinamento con un post dai toni tutt’altro che concilianti, per noi inguaribili romantici in Adidas Gazelle questo è più che sufficiente ed un sorriso solcherà i nostri volti per qualche giorno.

L’ultimo pezzo di cui parlerò è quello che chiude questo nostro primo appuntamento su Futura.Fm e si tratta di “Hello It’s Me” di Todd Rundgren nella sua versione da solista del 1973  ma vi invito fortemente ad ascoltare anche la versione del 1968 con la sua band, i Nazz (dei quali parleremo presto). Credo di aver sentito per la prima volta questa traccia in qualche film o serie, onestamente non ricordo quale, e sono certo che inizialmente rimasi colpito dall’introduzione di piano e organo, tanto che pensai di campionarla, per rimanere poi totalmente estasiato dall’intreccio di voci e dalla coda di fiati che chiude il pezzo. Non so a cosa fa pensare voi ma questa è la classica traccia  che ascolterei durante un viaggio in auto, al volante di una Coupé De Ville del ’68 o di una Impala del ‘64, lanciato su qualche highway della costa ovest degli Stati Uniti tipo la costa californiana del Big Sur. Ma per ora mi andrebbe bene pure ascoltarla mentre guido la mia Fiat Panda verso il Lago Trasimeno.

Nella speranza di poterlo fare al più presto vi do appuntamento al mese prossimo e vi dico pure che le precedenti playlist di Febbraio, Aprile e Marzo sono disponibili (purtroppo senza commento) sul mio canale Spotify.
Ci aggiorniamo al mese prossimo, saluti dal vecchio zio Dose!

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