“20 (Not So) Random Tracks…You Should Listen To”

L’infinita galoppata verso la fine del 2020, forse l’anno più lungo di cui io abbia memoria, procede imperterrita e l’Autunno sta lasciando il passo all’inverno. Freddo, pioggia e nebbia. Non credo esista un mese migliore di Novembre per immergersi nel mondo di Twin Peaks. Quindi, senza troppe spiegazioni, la playlist si apre con il main theme della storica serie tv per la quale il maestro Angelo Badalamenti ha confezionato una colonna sonora che è un’opera d’arte. Imperdibile il video dove “Ancelo” ci spiega il making of di una delle tracce più iconiche.

Subito dopo arriva Paul Weller

Di Moon On Your Pyjiamas preferisco la demo version con la chitarra slide. Non è finita nella tracklist principale dell’album “Wild Wood”.Ma è Weller, nel mio personale Olimpo occupa uno dei posti più in alto, quindi qualsiasi cosa fa è da ritenersi giusta ed avveduta.
Dissi la stessa cosa di Kanye West poi fece 808 and Heartbreak”.

Mea culpa.

A seguire c’è “Lover, You Should’ve Come Over” di Jeff Buckley.
“Grace” è un album che amo con tutto me stesso, uno di quelli che mi ascolto in auto da cima a fondo almeno due volte di fila, a costo di allungare la strada. Perfetto in ogni sua sfumatura è di sicuro un mio essential e questo penso sia il mio pezzo preferito del disco. Fatevi del bene, se non lo conoscete, ascoltatelo.

Con l’avvento del coprifuoco alle 22.00 sono stato costretto ad abbandonare le mie abitudini notturne. Per non impazzire ho ripiegato sulle passeggiate fra i campi di tabacco, lungo il fiume. 

Da una parte il tabacco e dall’altra le torbide acque del Tevere. Joe R. Lansdale scrivi di me, ti prego.

Una roba decisamente da Hap e Leonard (i libri, non la serie). A farmi compagnia c’era “Nebraska”, probabilmente uno dei dischi che preferisco di Springsteen e che, come fa presagire il titolo, sa di quell’America rurale di cui non si parla mai. L’America dei pick-up arrugginiti, dei drugstore e della working class che ancora sa di Steinbeck. Sfruttatelo come consigliato, vi assicuro che funziona benissimo.

Bene, andiamo avanti.

Sono abbastanza un fanboy di Mac DeMarco e questo, ormai, lo avrete capito. Questo mese ho messo in selezione Heart To Heart, un delicatissimo tributo al defunto (e omonimo) Mac Miller. Per questa traccia DeMarco abbandona la chitarra accostandosi alle sonorità più soulful dell’amico. Intima e morbida, sono sicuro che Miller avrebbe apprezzato questa dedica.

Mac Miller, Steve Lacy e Mac Demarco

Fino ad ora non ne avevo fatto menzione ma ovviamente anche in questa playlist c’è il momento da R’n’B sudato. Fra le varie tracce in selezione vorrei mettere in evidenza The Trade dal volume 5 della serie “Chixtape”. Per questo capitolo il buon Tory Lanez si è ispirato alle sonorità della prima metà degli anni 2000, anche pescando fra i top artist del tempo per i featuring. Inutile dire che essendo cresciuto in quegli anni questo tape ha subito fatto breccia nel mio cuore. Bravo Tory, ti piace vincere facile.

C’è pure “MVMA” di Nicola Siciliano.

“Così, de botto, senza senso” cit.

Lo sapevamo tutti che sarebbe successo prima o poi.
Per spiegare la scelta vorrei citare lo splendido articolo del Lallo uscito sempre qui su Futura:

Decenni dedicati a non far MAI trapelare un qualche ascolto debole che potesse infangare una reputazione basata su ascolti integerrimi ed inattaccabili Poi, di botto, arriva lo sbraco più totale e si cominciano a spendere i crediti guadagnati.”

Poi ragà non è che esistono solo Liberato, i Nu Guinea e le raccolte Napoli Segreta.

Procediamo. Avete presente quando vi chiedo di scambiarci la musica? 

Ecco, i Molchat Doma non sono roba mia.

Fortunatamente Chiara, la mia ragazza, ha insistito perché li ascoltassi vista la nostra comune passione per il post-punk a tinte fosche (ricordate la mia ossessione per i The Murder Capital?. Loro sono bielorussi, cantano in russo e mettono in copertina edifici brutalisti. 

Credo sia il mix perfetto per una band che vuol fare della darkwave che ricorda da vicino i Joy Division di “Closer”

Ah, sembra che stiano facendo il botto grazie a Tik Tok, questa davvero non me la spiego. 

La copertina di “Etazhi”, secondo album dei Molchat Doma.

Purtroppo è quasi arrivato il momento di separarci.

Anche questo mese siamo arrivati alla fine di questa playlist.

Fra le ultime tracce di cui vorrei ci sono Baba Ayoola dei KOKOROKO e When There Is No Sun di Sun Ra. La prima è una cavalcata afro-funk della band londinese che farebbe ballare anche una colonna di marmo. Seriamente. Il ritmo è travolgente, i fiati sono lanciatissimi e il synth che fa capolino a 2.20 circa è S-P-A-Z-I-A-L-E.

La seconda, invece, è uno dei pezzi più conosciuti di Sun Ra che sta qui perché l’ho ascoltato allo sfinimento mentre preparavo il mio nuovo mix “The Mysterious Moon” , che trovate nel nuovissimo e fornitissimo canale Mixcloud di Futura. 

Ok. Vi ho detto tutto.

Come sempre ringrazio tutti quelli che mi mandano musica da ascoltare. 

Se avete qualcosa da mandarmi come sempre i DM sul mio profilo Instagram thedoseoriginal sono ben accetti.


CIAO!

PS: Ci vediamo a brevissimo perché farò in modo che la playlist di Dicembre esca in tempo per amareggiarvi il Natale.

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