2000-2005 by Giov

Giovanni lo Leggio aka Giov è un dj e organizzatore di party come 1 Hour, Mercoledì Rock e 20 Songs.

Se sei nato anche tu nell’89 o giu di lì, converrai con me che gli anni
della vera scoperta personale sui propri gusti musicali l’abbiamo avuta
nei primi anni del 2000.
In quegli anni uscirono delle verie e proprie bombe che spazzarono via
qualsiasi contesto/ascolto tamarro che gli amichetti discotecari
volevano propinarti.
Grazie anche agli importanti input che mi diede indirettamente mio
fratello più grande, che, vivendo con me nella stessa camera ascoltava la
“sua” musica a palla, mi spalancò le porte verso nuove sonorità.


Non fu facile all’inizio, ricordo che odiavo con tutto il mio cuore i
NIRVANA, sarà che il faccione di Kurt Cobain era la prima cosa che
guardavo la mattina quando aprivo gli occhi (mio fratello aveva messo un grande poster del faccione di Cobain proprio sulla parete di fronte al mio letto) e che i suoi album venivano
riprodotti quotidianamente dal pc di mio fratello, ma quei suoni e
quella voce non li digerivo. Poi avvenne qualcosa, si sbloccò qualcosa
nel cervello, una sorta di bisogno intimo e avventuroso che mi spinse a
curiosare e ascoltare nuove band e nuove tracce. Fu tutto molto casuale,
ricordo usai WinMX (P2P simile a eMule, madonna ve lo ricordate?) e
iniziai a predere qualche brano di gente per me completamente
sconosciuta, senza un vero e proprio criterio.


Il primo ascolto fu da pelle d’oca, non solo per quello che stavo
ascoltando (Barbed Wire Love dei Stiff Little Fingers, stupenda) ma per
la sensazione di aver “scoperto” da solo una nuova band, consapevole del
fatto che i miei amici o conoscenti non conoscessero e super voglioso di
condividerla con loro, ma mantendo sempre una sorta di rapporto
romantico tra me e la canzone o album “scoperto”.
Tutto questa brodaglia di roba scritta qua sopra per dirvi la mia top 5
degli album (si lo so, sono dei classiconi) che mi porto ancora dietro
con me dopo più di 15 anni di ascolti, come se non invecchiassero mai,
trasmettendo sempre sensazioni diverse in base al personale periodo storico.

Eccola, gli album che mi porto dietro usciti tra il 2000-2005:

VERDENA – SOLO UN GRANDE SASSO (2001)

Invecchierò, farò dei figli, ma quest’album mi farà perdere sempre la
voce durante i tragitti solitari in macchina.

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DEATH CAB FOR CUTIE – PLANS (2005)

Someday You Will Be Loved mi fece letteralmente innamorare di questa
band. I primi amori, la speranza di trovare la ragazza perfetta, le
delusioni. Sempre viva i Death Cab For Cutie.

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THE MARS VOLTA – DELOUSED IN THE COMATORIUM  (2003)

I momenti folli in cui vuoi solo alzare il volume al massimo e provare
ad imitare la voce acuta di Cedric e muoverti al ritmo incostante sono
rappresentati da quest’album. Pazzo e potentissimo.

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QUEEN OF THE STONE AGE – SONGS FOR THE DEAF (2002)

Vabè, a proposito di potenza..

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MUSE – ORIGIN OF SYMMETRY (2001)

Nonostante ora siano parecchi diversi, ascoltare quel trio e quella
fottuta chittara in mano Matthew Bellamy era un orgasmo per mente ed udito.

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Purtroppo devo attenermi alla regola della TOP 5, ma ce ne sarebbero
decine e decine che andrebbero assolutamente citati, andrò all’inferno
per questo.

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