Dressers Roma – British style, Italian mind

di Luca Vicentini

Da circa un decennio ormai c’è un corner shop che è un punto di riferimento per gli amanti di un particolare stile di abbigliamento e che fa costante ricerca di capi esclusivi e di qualità. Facciamo due chiacchiere con il creatore dell’ iconica pipa (“che non è una pipa”) che ha piacevolmente popolato i pub e le gradinate di molte città italiane e non solo : Alberto.

Cosa è dressers e come nasce?

DRESSERS nasce ufficialmente il 26 marzo 2011 anche se il progetto era in cantiere da quasi un anno prima. L’idea iniziale era di aprire una libreria “alternativa”  (case editrici indipendenti ecc.). Tramite amicizie in comune la voce arrivò ad Elvio di The Coolness Society che mi contattò chiedendomi se fossi interessato invece ad aprire un negozio. Tra una chiacchierata e l’altra il Dressers venne aperto da me e altri 2 soci in Via Alba 46/48 nel quartiere Appio Latino. Si può affermare che inizialmente fosse quasi un “club”, frequentato quasi solo da amici e conoscenti, considerando anche i tempi in cui l’unico social esistente era Facebook e cosi farsi conoscere non era così facile. Possiamo realmente definire la nostra clientela dell’epoca un’elite. Mi viene in mente un aneddoto divertente: il giorno dell’apertura, vista la grande partecipazione e la medesima quantità di alcool, un passante esordì dicendo: ”penso stiano aprendo un bar che vende magliette”

 “ British style , italian mind”, spiegaci cosa vuol dire per te questa frase

Per spiegare questo motto dobbiamo risalire ai primi anni 80, all’inizio della ‘The No Name Thing’ (detto anche più comunemente “Casual”). I lads in quel periodo indossavano marchi italiani dando vita a quello che oggi è famoso come lo stile “80’s casual” . Prendendo spunto da questo, fondendo lo stile britannico con quello italiano, abbiamo modernizzato quello che si è evoluto negli anni fino ai nostri tempi, quindi da bravi Italiani abbiamo investito nel Made in Italy, in questa stagione AW 20/21 abbiamo fatto uscire 3 maglioni, 1 denim e un chinos marchiati Dressers, il tutto in varie colorazioni.

Style wars: idea,spalti,outfit,sottocultura,libri,film e “trainers league”

Il numero “0” di Style Wars Esce il 29 giugno 2010, numero abbastanza scarno e di sole 14 pagine. Nonostante una impaginazione semplice e non moltissimi contenuti, piacque fin da subito, probabilmente perchè in Italia non venivano più prodotte fanzine a causa dell’ avvento di internet, che le aveva di fatto sostituite con i blog. Via via che i numeri uscivano le pagine aumentavano ed anche i consensi ,fino ad arrivare alle 60 pagine del 38° numero , ed ultimo (per ora…)

Possiamo ricordare anche 3 interviste a  Style Wars: Profilo Basso Fanzine, FeverPitch e un blog Sudamericano. Possiamo affermare che S.W. abbia dato un input a nuove fanzine e blog pensati in maniera diversa. Quello che non trovo di style wars ad oggi è la mancanza di contenuti ad uso esclusivo dell’immagine. Ad esempio il “Saturday’s best” che noi facevamo imponeva a chi ce lo inviava di indicare Nome, Squadra, Gruppo musicale ed a volte qualche aneddoto. Oggi è tutto molto più veloce, e senza leggere si scorrono gli outfit con la velocità di un click.

copertina del numero “Dressers” di style wars

Differenze tra il dressers di prima,quello di oggi e su come secondo te può “evolvere” il mondo “british” nei prossimi anni?

Sicuramente lo stile britannico, inteso come look mod/skin/casual, non brilla oggi come qualche tempo fa. Come sempre tutte le sottoculture, tranne quella legata alle gradinate, risentono delle influenze musicali. Fino a quando l‘industria musicale ha spinto determinati generi le varie sottoculture hanno avuto periodi floridi, brusche cadute invece quando si decideva che era giunta l’ora di cambiare sonorità. Quella legata alle gradinate, non essendo legata a generi discografici ma ad uno sport, è riuscita a resistere più delle altre, nonostante il calcio sia cambiato molto, l’essenza rimane quella.

Resiste anche se oggi nonostante molti giovani non vanno più allo stadio e ascoltino musica che parla di Armi, soldi e Droga, fondata su una cultura “streetwear”  che io giudico appariscente  ed ai limiti del ridicolo. Non per fare il vecchio, ma facciamo finta che vada anche bene per un certo tipo di età, ma se continui con questo look, con l’avanzare degli anni…Sei un Coglione.

festa di anniversario 2015 in alto, 2018 in basso

Il tuo Saturday’s best preferito? 

Non ho un Saturday’s best preciso. Sicuramente mi vesto a seconda delle situazioni e dell’importanza del match (chi vuol capire capisca). Posso affermare che nel mio armadio i capi che preferisco sono: Giacca in tessuto millerain in collaborazione tra Peaceful Hooligan, Peregrine e The Coolness Society (in occasione dei 20 anni di quest’ ultimo), le adidas Samba x CP company in colorazione grigia su base samba, una camicia quadrettata Fred Perry e un maglione a “V” Lyle e Scott. Un’altra delle mie grandi passioni sono sicuramente i tracktop, credo di aver perso il conto tra Tacchini, Fila ed Ellesse. Indicare uno dei Capi Dressers sarebbe stato scontato.

“dressersmyway” l’importanza per te di marchi esclusivi dressers nelle gradinate di tutto il mondo

Il nostro instagram principale è Dressers Roma. Su “Dressersmyway”, che  usiamo solo per gioco, mettiamo solo le nostre produzioni e vederle indossate da determinate persone in tutto il mondo ci rende solo che orgogliosi, come direbbe una nota pubblicità : priceless… 

Siamo quasi alla vigilia dei 10 anni di dressers, cosa ti porti dietro da questi anni: soddisfazioni,rimpianti e ambizioni future.

Porto sulle spalle tutto quello che è stato. Sicuramente l’atmosfera che si è respirata in tutte le feste degli anniversari a cui hanno partecipato veramente molte persone, l’esperienza di Style Wars, di cui possiamo ricordare le interviste a personaggi e brand importanti della nostra scena, l’esperienza lavorativa e l’importanza acquisita per aver venduto praticamente tutti i brand importanti delle sottoculture che a noi piacciono. Come rimpianto quello di non  essere finito sul DVD di Cass Pennant “Casual”, quando lui venne con il suo assistente a trovarci a negozio, le riprese vennero affidate a quest’ultimo che, da bravo scozzese era totalmente ubriaco, e finì per rovinare l’intera intervista fatta… . Per il futuro abbiamo in mente, fedeli al nostro stile, di continuare ad essere un negozio di ricerca, inserendo brand britannici poco conosciuti. Sempre che, visto l’andazzo, nel 2021 non ci invadano gli Alieni…altrimenti vestiremo pure loro.

(cass pennant da Dressers per le riprese di “Casual”, 2014

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