In difesa di Massimo Boldi

Ora di pranzo. Il telegiornale trasmette il solito refrain moriremo tutti e la temperatura è rovente, così decido di rifugiarmi sul canale 34 che ultimamente regala grandissime soddisfazioni (qualche giorno fa ho piacevolmente rivisto Casotto di Sergio Citti). Mi trovo davanti un film terribile: La fidanzata di Papà di Enrico Oldoini. A un certo punto c’era Massimo Boldi che faceva le linguacce a dei bambini, ho sorriso e mi sono rasserenato.

Ieri Massimo Boldi ha compiuto 75 anni ed è da più di 20 che non fa un film decente: cinepanettoni da denuncia, esperienze soliste al limite del ridicolo e serie televisive che a confronto la pubblicità di aiazzone era da Oscar. 20 anni di battute tristissime, di faccette buffe e di ciao cipollino: la spalla perfetta per il più istrionico Cristian de Sica, colpevole allo stesso modo di aver prodotto della grandissima immondizia.

Colpevole si, perchè questo è un processo. Ogni volta che si parla di Massimo Boldi si pensa appunto all’ultima parte della sua carriera, agli imprevisti in qualche località di montagna, alle situazioni imbarazzanti con l’amico Vincenzo Salemme e alle faccette. Si, quelle cazzo di faccette.

Ma Boldi è stato molto di più di una faccetta. Negli anni ’80 lui e altri si rendono protagonisti di una rinascita della commedia pop italiana per troppi anni schiava di soldatesse, pierini e buchi della serratura. Attori come lui, Jerry Calà, Renato Pozzetto, Diego Abatantuono e Lino Banfi (per citarne alcuni) si emancipano dal cinema scorreggione e vanno verso pellicole si destinate al pubblico di massa, ma con un una voglia diversa di far ridere. Il Commissario Lo Gatto, Vacanze di Natale ’83, Eccezzziunale Veramente sono delle ottime commedie che non si servono del solito espediente della donna nuda o della barzelletta, per questo sono rimasti nelle programmazioni ma soprattutto nei cuori della gente. Per non parlare del Drive in, uno dei migliori programmi televisivi di sempre.

Per qualche anno il nostro cipollino fa parte di questa schiera della nuova commedia italiana, per poi deflagrare nel 1994 con S.P.Q.R sono porci questi romani, a mio avviso una delle più grosse catastrofi avvenute nella cinematografia italiana, seconda solo ai film di Muccino e Veltroni. Non voglio neanche arrivare a parlare di Cucciolo: basti sapere che un mio compagno di classe andò al cinema a vederlo ed è ancora oggi oggetto di scherno (ma se non l’avete visto rimediate, c’è Claudia Koll).

Ma torniamo a Boldi. La sua è una comicità semplice, basata molto sulle smorfie e sulla ripetizione pedissequa di alcune frasi che sono entrate nel frasario comune degli italiani: lo so lo so, non lo sapessi ma lo so, ciao cipollino, mammamia che dolore sono termini di facile utilizzo, come eh la madonna di pozzettiana memoria. Questo schema smorfia più frase lo ha fatto amare dagli italiani ma lo ha anche imprigionato in un personaggio che anno dopo anno è diventato macchietta. La sua unica intepretazione drammatica, Festival di Pupi Avati (1996) è pressoché rimossa dal pubblico, seppure il film sia di pregevole fattura.

Restano alcuni grandissimi film. Sicuramente non è un attore da one man show (Banfi, Pozzetto, Abatantuono) ma un ottimo compare e un grande talento nei film a episodi (Anni ’90, Grandi Magazzini). Quindi per questo chiedo l’assoluzione per Massimo Boldi per la sua produzione cinematografica degli anni ’80 e parte dei ’90.

Una selezione di cinque film consigliati.

Yuppies è per me il capolavoro, un inno generazionale dei giovani rampanti degli anni ’80, forse il più grande instant movie della storia italiana. Qui Boldi è un notaio goffo e maldestro alle prese con un’avventura extraconiugale: il risultato è perfetto. Pregevole anche il secondo, con una straordinaria Atina Cenci.

I due carabinieri è un film poco celebrato ma l’interpretazione di Boldi è pregevole.

https://www.youtube.com/watch?v=W6Q91Pe1yig

In Fratelli d’Italia Boldi è un tifoso del Milan che per una serie di equivoci viene scambiato per un ultrà della Roma. Il risultato è esilarante.

Scuola di Ladri è un Cult Movie: forse Boldi Villaggio e Banfi sono troppo schiavi dei loro personaggi, ma il film è ancora oggi godibilissimo.

E per concludere, forse il mio Boldi preferito. Sognando la California. Una stupenda fotografia degli anni ’90.

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