In Italia gli Scontrini non li colora nessuno? Intervista a Mmarla

Abbiamo incontrato MMarla giovane street artist romana, che si affaccia alla scena con un’idea originale quanto iconica, quella di declinare le proprie creatività su dei scontrini. Scopriamo insieme il suo concept.

Parliamo dal nome con cui firmi i tuoi lavori, per gli amanti del genere l’assist è servito.
Cosa lo ispira, come nasce?

Marla, licenza artistica MMarla, è il personaggio femminile di fight club, raccontata come “il taglietto sul palato che si rimarginerebbe se la smettessi di stuzzicarlo con la lingua ma non puoi
La mia arte vuole stuzzicare senza poterne farne a meno il taglietto di un presente avvilente, che devo per amore dell’arte e dei miei valori rappresentare attraverso la mia personale critica.
La doppia M, simboleggia il mio cognome “macaluso”, un legame con le radici.

Originale quanto bizzarra l’idea degli scontrini. Come ti è venuta in mente?


Potremmo dire una splendida casualità. In fin dei conti cosa più di uno scontrino rappresenta la fragilità della lotta alla mercificazione, alla ruota consumista che intrappola anche il più alternativo. Ho pensato fossero un ottimo supporto su cui esprimermi.

Raccontaci la tua creazione preferita.


É un quadro A4. La base è fatta con degli scontrini attaccati a mo’ di tappeto. Il disegno raffigura il nuovo erotismo, l’erotismo digitale, il risanare l’autostima in likes effimeri. Essenzialmente una donna che si masturba scrollando il cellullare.

Cosa influenza la tua creatività?

Sono figlia di una professoressa quindi sicuramente il pensiero classico nelle figure di pirandello, leopardi o pasolini hanno avuto un ruolo molto importante insieme a filosofi, shelling in primis e ovviamente Nietzsche. Per il resto sono una persona molto curiosa: leggo di tutto, vedo film, spaccati di vita sul treno, per strada. Mi piace osservare tanto, quindi diciamo che ispirazione ed influenze da tutto poi sicuramente raffiguro tutto quello che noto che mi stride dentro. Le referenze in fin dei conti sono ovunque.
Di base sono molto concentrata sui fenomeni umani, gli esseri umani per quanto mi repellono mi attraggono molto.

Processed with VSCO with p5 preset

Se la tua creatività fosse una canzone.


Siamo Soli di Vasco. È solitudine, È una cosa intima, è il dolore che provi quando quello in cui credi cade e con lui cadi anche tu. È una caduta che non fa rumore ma lascia un vuoto spietato. È litigio, crea dibattito, crea confronto.
È stupore. “non è mica semplice, non lo è stato mai per me”.

Se il tuo flusso creativo fosse un film.


Sarebbe un mix, un medley tra Colazione da tiffany/fight club/la migliore offerta.
LA MIGLIORE OFFERTA è il film che mi trasmette più intimità e tenerezza riportandomi alla sensazione che ho mentre produco. Mi immedesimo molto nei comportamenti del protagonista e questo fa sentire il film molto vicino a me.

E se fosse una città?

ROMA.
Roma è pessima, come la canzone di Achille Lauro: volgare, isterica, oscena, è l’angelo ribelle. Roma è anche timida tuttavia, tenera e come solo Pasolini l’ha saputa raccontare, Roma è poetica.
Roma è arte.

Scopri le sue creazioni su ig:
@artiket_

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