Jimbo intervista

Jimbo e la sua musica super Eazee

L’intervista a Jimbo

Di Marco Luallu

Hai presente la Bologna degli anni 90? Si proprio quella, la Bolo di Neffa e la sua ballotta? Quella dei Sangue Misto e prima ancora delle Posse? Ecco, immagina i suoi portici, “le porre in montagnola prima che la scuola” e mettici insieme la vita di un ragazzo italo-spagnolo freschissimo di nome Rafael. Aggiungi un pizzico di cantato soul senza troppe pretese, una grande passione per l’house music classica, per le sonorità balearic e il gioco è fatto. Quando ascolti Ain’t Eazee, il suo album pubblicato recentemente vieni catapultato in questo mondo, un po’ romantico e malinconico, ma estremamente positivo. Abbiamo pensato di farci una bella chiacchierata in gran pollege, come dicono a Bolo, città dove Jimbo ha vissuto per parecchio tempo.


Ciao Jimbo, piacere di conoscerti e averti qui a Futura.fm. Inizierei chiedendoti come nasce il tuo interesse per la musica e cosa ti ha portato in un certo senso a farla tua?

Yeo! Ciao Marco, il piacere grande è mio. Una sorpresa inaspettata poter far due chiacchiere con Futura.fm – in questi giorni ho avuto modo di spulciare qualche vostro articolo, un mondo di interessi in comune 😉

Ok, iniziamo con questa da domanda da un milione di lire! Mmmm, allora credo che come molte passioni artistiche questa della musica mi sia entrata dentro fin da piccolo.. ho il forte ricordo di lunghi viaggi in macchina con i miei, ascoltando cofanetti dei Queen, Franco Battiato (mio padre è siculo), ma anche il più romantico Robbie Williams o il Cesare Cremonini di Bagus. A natale sotto l’albero c’era sempre un regalo più piccolo e ‘rettangolare’ degli altri, ovviamente un CD. Uno degli ultimi, tra i ricordi più vividi, fu quello dei Mattafix, con la famigerata “Big City Life”.

Poi ovviamente, da questa essenziale passione alla produzione ed interpretazione di questa sfera magica chiamata Musica, sono passati anni, viaggi, svariate influenze ma soprattutto amicizie, intense ispirazioni e anche tanta dedizione. Come in tutte le cose serve lavoro, allenamento, percorso; come andare in bicicletta.
Credo che dalla seconda superiore, quindi dai miei 15 anni, non ho mai smesso di scrivere barre e ritornelli, o comunque di interpretare musica creata da chi mi è stato vicino. Credo che questo sia un discreto riassunto personale di come in un certo senso sia riuscito a farla mia. 


Hai origini Spagnole ed Italiane. Questo si rispecchia in qualche modo nella tua musica?


Assolutamente si! Ho avuto la grande fortuna di avere il cervello ‘splittato’ su due lingue e rotaie culturali, fin dall’infanzia. 
Questo negli anni mi ha aiutato a conoscere molte realtà musicali da entrambe le parti, comparando tematiche, testi, stili e flussi differenti.

La mia vena Hip Hop e R’n’B più pura, è stata coltivata in Italia. Ovviamente i leggendari Sangue Misto hanno innescato qualcosa dentro di me, come in molti della mia generazione immagino. Poi ho scoperto le tecniche dei soliti sospetti Colle Der Fomento (tra i 16 e 18 anni sono andato a quattro concerti loro.. erano i miei preferiti) ma anche il geniale Turi o quella macchina automatica di barre chiamato Mistaman. Poi la lista segue, lunga e variegata.

La scena musicale spagnola invece mi ha dato la possibilità di avvicinarmi a generi e stili più leggeri, eterei e passionali. Dal raggae urbano di Macaco fino al fusion flamenco de Los Delinqüentes, passando per una miriade di tracce pop da “botellon” (Fito y Fitipaldis, Melendi e Bebe per esempio) e anche il più raffinato flamenco purista dei maestri Paco De Lucia e Camarón De La Isla.

Tutte queste onde artistiche sicuramente credo che mi accompagnino quando provo a far musica.


Ci racconti un po’ come il rapporto con alcuni producers e come influisce nel tuo modo di fare musica? Ho visto ad esempio che hai più volte collaborato con i ragazzi di Fanclub.

L’album Ain’t Eazee è di fatto un risultato effettivo e collettivo di tale questione. Tutti i producers che hanno orbitato a questo progetto fanno parte di una giovane e forte scena italiana che si fonde dall’unione di crews del movimento House ed Elettronico con quello Disco, Funk e chiaramente Soul e HipHop.

Smisurato collezionismo di vinili, feste alternative, eventi spumeggianti, djing e jam session piene di ganja e sorrisi, hanno permesso di poter sviluppare una forte amicizia collaborativa tra tutti noi – guerrieri della notte (..e non solo). Da Milano alla Puglia, da Firenze alle Marche, passando per la bella Sicilia fino alla terra che mi ha cresciuto, la West Coast ligure – Il punto d’origine ed incontro di tutto questo movimento, nella mia storia, ha un solo nome: Bologna. 

Non menziono precisamente perché siamo tanti, davvero, ed è significativo per questa scena – stiamo tutti aspettando la fine di questo ‘nuovo medioevo 2020’  per tornare a spaccare, vicini e tutti insieme. Siamo un racket underground e, francamente, ci piace cosí!


E con la discografia indipendente? Abbiamo recentemente visto in Italia una grande crescita di piccole realtà indipendenti. Che tipo di rapporto hai con questo mondo?

Un rapporto da sognatore, come quasi tutti in questo gioco immagino. Con passione e luce negli occhi.
Ti lascio una serie di etichette indipendenti di questo nostro movimento, per capire ed ascoltare dove siamo andati a parare in questi anni. Buon Digging!

Red Rooster Records, Bosconi Records, Funclab Records, Daphian Productions, Raw Materials, Lips & Rhythm, Resilienza Records.

Rullo Registrazioni, Dancin’ Tramonto, Dusky Adriatic, Flexi Wax, Taboo Traxx – Sicuramente me ne starò dimenticando alcune.. ma più indipendenti di così si muore – una media di 300 copie limitate in vinile. La nicchia spedita in giro per il globo!

In queste labels puoi trovare molti altri lavori dei produttori di Ain’t Eazee.

Importante menzionare anche il nostro Editore e Publisher del mercato digitale: 47011 Records di Nicolò Matteucci.


In pezzi come “Allineasoul” ti lanci in sonorità più nu-soul, cantando sul beat senza paura e senza autotune. In pezzi invece come “Clan destino (twentytwenty)” rappi su un beat più classico con una metrica che ad esempio mi ricordava Neffa. Come si incontrano questi due mondi?


Ma guarda Marco in realtà mi sono ritrovato nella situazione opposta. La prima volta che J Raise Jr di Resilienza Records mi inviò il beat di Allineasoul, pensai subito a qualche ritornello Neffiano – il passo lento, molto meno rap e appunto più vicino al nu-soul, mi spinsero verso un hook nel ritornello, ispirato dai 107 Elementi con Deda e Al Castellana. La tematica poi si è rivelata molto d’ammmore.. ma questa è un’altra storia. 

Clan Destino (twentytwenty) invece è stato un parco giochi old school di rime ed incastri, quasi vomitato in pochi giorni. L’eclettico D’Arabia ha prodotto questa gemma dal sapore 90s. Sicuramente ne faremo altre insieme.. ha convinto molti ascoltatori. Soprattutto quelli a cui gasava imparare a memoria le barre più articolate e spinte del settore, dondolando la testa come il cristo hawaiiano nella macchine dei freaks. 

Riguardo quest’ultima menzione, vi lascio una vecchia tip per pochi 😉

Funk Famiglia – Il pullman del delirio


Qual’è il tuo beat preferito dell’album? Il mio è “Damno sense skit”! Ci canti tu sopra o un vocal già sul campione?

Eh eeeh! Anche se non ci conosciamo ancora di persona Marco, già mi vai a genio totale! 

Questa è la traccia più sincera, improvvisata, trasparente, ubriaca, drogata, afterhour-ata e casuale del disco! Quella traccia che ti esce per caso, nella perdizione totale di un fine serata al limite. Tanto che il giorno dopo accendi il computer, ascolti e dici: NAAA, MA CHE CAZZO DICI BRO!

Il bro in questione è mio fratello DJ Rou, e il disco è originale! Quella è la mia voce tutta strizzata, sognando di bere uno screw-driver a San Diego con Prince e Däm-Funk (proprio a quest’ultimo è dedicata la sorta di tribute). Per quanto riguarda il beat se te lo spiego non ci credi.. e come diceva il padre di Rou: “Un buon dj non rivela mai le sue fonti!”


Colgo quest’occasione per omaggiare DJ Rou, all’anagrafe Francesco Zaniboni, fondatore dell’Archivio180 Record Store di Bologna. 
Senza di lui il mio percorso musicale, artistico e anche professionale non sarebbe mai stato lo stesso. 

ps: pitch da 45 a 33..



Spesso nei pezzi i rappers costruiscono una sorta di immaginario lontano da loro, vedi la tendenza odierna di costruire il rapper super-eroe malavitoso, uomo imbattibile e dall’ego smisurato. Invece la tua attitudine sembra completamente naturale, mostrando anche le tue debolezze. Mi ha colpito. Ti senti parte di un filone più conscious rap?

NO COMMENT. 
Il vero riconosce il vero – puoi comunicare tutto con la musica, è un mezzo senza frontiere, immenso. L’importare è trasmettere emozioni, sensazioni, idealismi, aneddoti..  Ti dico, puoi parlare di quanta sfiga hai avuto nella vita, di quante chili di pastiglie di codeina spacci sui culi viola delle ragazzine coi soldi, mentre chi ti gestisce chiama la Fendi perché stai spaccando tutti i social e tutti diventano ricchi e badabim badabum badabam. Ma quanto può durare? E sopratutto, cosa stai lasciando all’umanità? Io penso plastica.. e come la plastica finirà in discarica. La vera musica è un messaggio eterno. La cosa più grave di tutto questo è relazionata con chi muove i fili. Come sempre.

Ah, e attenzione, non generalizzo eh. Chi fa la Trap fatta bene prima magari faceva Rap fatto bene, e si sta solo reinventando perché non gli dispiacciono quelle ritmiche. A me personalmente non troppo. 
In fine, non mi sento parte di un filone più conscious rap, amo le cazzate. Ain’t Eazee è stata una combinazione di testi ed interpretazioni più coscienti e infatti hanno creato un flusso coerente in queste 9 tracce. Ma comunque spero di farvi divertire anche un po’ più 🙂

Citi anche Alejandro Jodorowski nel pezzo di apertura…Sono anche io mega fan! Qual’è il tuo film preferito tra i suoi?



Ai lettori più curiosi o a chi ha ascoltato la traccia dell’album ‘Il primo e l’ultimo‘, senza ovviamente sapere chi sia Jodorowski, consiglio una breve lettura iniziale della sua bio su wikipedia – il tipo ha fatto qualsiasi cosa in questa vita.. “voglio fare mille cose come Jodorowski”. Questo a mio avviso può essere un pro e un contro, un’arma affilata a doppio taglio, per un’artista in generale.

Il mio film preferito di Alejandro è la commedia Il Ladro Dell’Arcobaleno.


Progetti per il futuro?

A questa domanda se posso ti risponderò in modo un po’ criptico:

“Perdí mi destino en el camino”
– Los Delinqüentes, Pirata del Estrecho, 2013.


“Chi vivrà vedrà, saprà e sarai la vita che tocchi mica quella online”
– Jimbo, Allineasoul, 2020.


Non ho mai avuto grandi aspettative di carriera o altro con la musica. Nasce naturale. Credo sia essenziale per lo spirito. 
L’intento più simbolico per il futuro sarà quello di lasciare prove sempre più concrete dei percorsi sudati dalla nostra gente reale. Per le persone che hanno studiato e fatto gavetta, prima di fare o inventarsi tali ‘cantautori – musicisti – produttori – dj’.

Ora sono a Barcelona ma spero di poter tornare presto in studio dai miei regaz tra Milano e Bologna.

Leggi anche: Underground will live Forever Vol.2


C’è un artista o realtà con cui vorresti collaborare?

Oltre a tutte le realtà citate finora ed affiliate al nostro percorso, ti svelerò 3 progetti artistici con cui mi piacerebbe fare musica in futuro:

– FFIUME & G. TOMATO
– FRANKEENO 
– SERENA BRANCALE

Grazie Jimbo! Una bella chiacchierata.

Grazie Marco! È stata un’intervista underground, grande!

Bella a tutta la crew di Futura.Fm! BIG UP


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