Kyoto e una Generation Z immatura


Kyoto ha preso in prestito il suo nome da una grande città del Giappone, ma a giudicare da come suona il suo primo progetto ufficiale, sembra più essere uscito da LA. Sarà forse la sua calda Catania tra Etna e Ionio, ma Kyoto ci rivela delle atmosfere solari a tratti malinconiche. Ne avevamo già parlato qui dove si sfidava con Maggio a suon di canzoni spezza cuore, ma a giudicare da “Immaturità”, il suo primo EP uscito qualche giorno fa, ha tante altre cose da dire. Iniziamo con il video che ha accompagnato la release.


Kyoto è un ragazzo siciliano nato nell’epocale data che sancisce l’inizio del nuovo millennio, il 2000.

Kyoto rapper siciliano

Nelle sue rime sembra percepirsi chiaramente lo spaesamento che prova un figlio del Millennium Bug e del caos avvenire. L’EP sembra una sorta di spaccato di questa generazione nata tra due mondi diversi e che conosce un passato attraverso foto ingiallite o i racconti di nonni che sembrano provenire da altri pianeti.

Se Kyoto è il nome di una grande città, “Immaturità” per opposto è la piccola storia di un ragazzo normale nella provincia del sud Italia. Ma chi se ne frega di una storia del genere, nell’era dei wannabe scintillanti da Instagram stories? E’ proprio questo il punto. Nelle sue liriche racconta
proprio questo: l’importanza e la necessità di dare visibilità non solo alle storie eccezionali, ma anche a quelle comuni, che incontriamo tutti i giorni. Non ha paura di mostrare se stesso e fare “lacrimare chi non piange”, come ci dice nell’intro all’EP.



Le sue sono storie di un ragazzo normale, che non ha paura di mostrare la sua “Immaturità”, con racconti che sembrano uscire dal periodo ansioso in cui si aspetta l’esame di maturità, con una malinconia romantica che ricorda più le Notti prima degli esami di chi è nato prima del 2000, che quelle della Generation Z a cui lui appartiene. Sta tutto li. Non ci sono psicofarmaci, xanax, beveroni viola (forse ogni tanto qualche cannetta), ma solo della gran struggle, alternata a qualche sorriso con gli amici.

Nel pezzo “Non basta” e nel video che presenta l’EP non si vergogna di mostrare una vecchia macchina scassata, che da buon vent’enne poco cresciuto avrà sicuramente chiesto alla mamma. Speriamo abbia almeno pagato la benza! Alla sua mamma ne dice tantissime e gli dedica anche un pezzo dove le dice letteralmente “Questo qui è tuo figlio che del suo futuro non sa cosa fare, ma tu non ti preoccupare”. Povera mamma…

Kyoto rapper siciliano

Insomma, Kyoto non ha paura di mostrare se stesso senza la necessità di costruire personaggi. Alle sue liriche, sicuramente al centro del progetto, accosta una serie di produzioni molto inusuali rispetto a cosa ci troviamo costretti ad ascoltare in Italia. É sicuramente un grande patito delle nuove sonorità provenienti da L.A., dal blasonato Kendrick Lamar alla profonda ricerca di progetti come Soulection Radio, Smino e Goldlink.

Se il suono ha le sue radici nel rap della golden-age, non disprezza le nuove sperimentazioni Soul Trap o Lo-Fi, creando un cortocircuito per i gusti più disparati. Ah dimenticavo, si canta anche una serie di ritornelli. Ovviamente rigorosamente stonati come nella vera tradizione rap. Kyoto hai usato l’autotune o no? Una cosa è certa, Kyoto accontenta un pò tutti, i più tradizionalisti e puristi, ma anche gli amanti della trap e, perchè no, anche le mamme che ascoltano Radio Italia. L’Ep lo trovi su Spotify e Non Basta sul suo Instagram e Youtube.


Marco Luallu

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