L’osteopata più impedito di Roma

Non è da tutti autodefinirsi l’osteopata più impedito di Roma, anzi è proprio una bella sfida.
Francesco Iacovelli, osteopata romano, impronta così il suo storytelling: una comunicazione di rottura, pungente e finalmente originale quanto divertente, capace di mettersi alle spalle la noia di un settore fin troppo legato alla tradizione.

Come ci si sente ad essere l’osteopata più impedito di Roma?


In un mondo, soprattutto social dove trionfa la facciata, pieno di colleghi che fanno a gara a chi “scrocchia” di più, ho deciso di andare controcorrente… Difficilmente posto quello che faccio a studio, preferisco dei toni più leggeri e spensierati. Troppo facile dire “io sono il più bravo di tizio o di caio”, quello poi lo deciderà il paziente rispetto all’attenzione e al trattamento che riceve. La mia provocazione è studiata più in direzione di chi deve stare meglio che degli altri colleghi, quello che conta poi è risolvere il problema. E bisogna saperlo fare e bene.

Come nasce l’idea di un marketing così originale all’avanguardia come il tuo in un settore così ancorato a dogmi classici e tradizionale?


Nasce perché tutti fanno più o meno le stesse cose. Manipolano il collo o la schiena (bene?) di una bella ragazza (ovviamente semplice da manipolare) pensando o sperando che chi guarda rimanga affascinato e lo contatti. Peggio ancora scrivere dei papiri che nessuno mai leggerà su questa o quella patologia. Nel tempo ho preferito trattare certi argomenti con leggerezza e ironia… Poi chi viene a studio sa quanto sono “serio” e che dopo le parole devono arrivare i fatti.

Le tue referenze arrivano dappertutto, soprattutto dal cinema romano. Quale delle tue icone d’ispirazione vorresti trattare e perchè?


La mia ispirazione dei post è del tutto naturale ma devo dire, visto che lo utilizzo spesso, mi piacerebbe trattare Carlo Verdone. Al di là della simpatia che nutro nei suoi confronti, sarei curioso di sapere se avesse paura oppure no vista la sua inclinazione all’ipocondria. La vera sfida con questa tipologia di pazienti è proprio questa! Tranquillizzarli e guadagnando la loro fiducia man mano che migliorano. Ne ho trattati di personaggi famosi, più o meno difficili, ma lui mi manca! Potremmo fare il meme della storia!

Il tuo merchandising è già culto: ci sarà un seguito?


Ci sarà ma tempo al tempo…credo che fare un buon materiale sia più utile della convenzionata penna o calendario omaggio per farsi pubblicità. Ho iniziato qualche anno fa con un’idea semplice, una maglia in tessuto tecnico prettamente per l’attività fisica per gli aficionados. Poi ho preferito dirigere l’attenzione del consumatore sugli accessori per lo sport, indipendentemente dalla disciplina praticata. Quest’anno, invece, ho prodotto due t-shirt classiche in cotone ma con idee più originali.
La prossima già è in cantiere…andrà bene sia per lo sport, chiaramente, che per il tempo libero.

Resta collegato.

@fraiacovelli_osteopata
Via Giorgio Baglivi 3
+39 349 458 9597

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