Madame: Essere sicuri delle proprie insicurezze

Di Alessandro Boila

Dopo la partecipazione a Sanremo e l’assegnazione del Premio Bardotti, come miglior testo per “Voce”, venerdì scorso Madame ha pubblicato il suo album omonimo. Artista classe ’02, a soli diciannove anni ha già fatto molto parlare di sé attraverso i suoi singoli, tanto da attirare l’attenzione dei big della scena rap e non, che l’hanno chiamata a partecipare all’interno dei loro dischi (tra questi Marracash, Mecna, Ernia e i Negramaro).

Madame
Madame


L’idea di intitolare l’album d’esordio con il proprio nome potrebbe risultare scontata, eppure in questo caso non ci sarebbe potuta essere scelta migliore. Ogni brano rappresenta un lato introspettivo di Madame, un modo di vedere e vivere le cose che si declina nei rapporti e nelle relazioni che lei ha con i propri amici, genitori e partner stabili o solo di passaggio. Il fil rouge di tutto il progetto sono le insicurezze che l’artista si porta dentro, tanto che traccia dopo traccia si ha come la sensazione di ascoltare un monologo di fronte allo specchio. La scrittura risulta così istintiva ma allo stesso complessa, da farti immergere completamente nel suo flusso di coscienza.

Madame
Madame


“Istinto” è la traccia che apre l’album, una vera e propria dichiarazione di come lei spesso e volentieri non riesca a controllare i propri impulsi, lasciandosi trasportare dalle situazioni, ma che allo stesso modo stia imparando a riconoscere ciò che le appartiene da ciò che, invece, è lontano dal suo modo di essere.

A seguire troviamo “Voce” e “Il mio amico” con la collaborazione di Fabri Fibra, questa volta i soggetti dei brani sono la sua voce, appunto, alla quale lei è devota per avergli dato un’identità e la musica, attraverso la quale riesce ad esprimersi e confidarsi come se parlasse ad un amico intimo.

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A mano a mano che si scende in profondità gli argomenti più intimi trattati da Madame sono l’amore e il sesso in tutte le loro sfaccettature, dalla relazione clandestina tra due amanti entrambi fidanzati in “Babaganoush” con la partecipazione dei Pinguini Tattici Nucleari, fino ad arrivare a due delle tracce più significative dell’album per quanto riguarda questi due aspetti ovvero “Mood” insieme a Villabanks e “Nuda” insieme a Ernia. Il connubio tra questi artisti si sposa così perfettamente da farci vivere nella prima traccia il momento sessuale, con la penna delicata e sensuale di Madame e quella più diretta e “volgare” di Villabanks, mentre nella seconda il contrasto tra il desiderio reciproco in una relazione descritta da Madame e l’insoddisfazione di Ernia, nel momento in cui la relazione inizia a diventare statica e priva di stimoli. Non manca poi la traccia dedicata ai propri genitori “Mami Papi” in cui l’artista chiede a sua madre e suo padre di darle conferme e sicurezze sulle proprie paure rassicurandola.

Madame
Madame

Il disco si chiude con una delle tracce più introspettive “Vergogna”, ed è qua che Madame raggiunge la piena consapevolezza di sé, parlando in maniera cruda a se stessa, arriva ad elencare uno ad uno tutti gli aspetti che fanno parte di lei, scoprendosi completamente e spogliandosi di tutte le paure e dei giudizi, tanto che i suoi difetti e le sue insicurezze diventano la sua forza nella musica (Sono così sincera da farmi schifo da sola/Se fossi me medesima non saprei neanche piangere).

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Ciò che ci presenta questo disco, sono tutti i vari aspetti che caratterizzano un adolescente, ma visti con una chiave di lettura molto più matura: i desideri sessuali, il rifiuto del proprio corpo, la paura dei giudizi altrui, le compagnie sbagliate che ti portano a determinate scelte e gli amici di una vita che ti hanno sempre sostenuto, la voglia di affermarsi in questo mondo e di trovare la propria identità. Madame si fa portavoce di tutti quegli aspetti adolescenziali che spesso e volentieri vengono presi con fin troppa leggerezza sia dai propri genitori sia dalla società stessa, portando nella lunga durata danni permanenti e rompendo così quel sottile filo di comunicazione che c’è tra la nostra generazione e quella dei nostri genitori.

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Madame

L’invito che Madame fa a se stessa e ai suoi coetanei è quello di accettarsi per ciò che si sente di essere, senza aver paura di esporsi, ma anzi rendendo la nostra voce il primo dei fattori che ci dà un’identità chiara e distinta da quella degli altri. L’obiettivo è quello di non superare le proprie insicurezze, poichè è impossibile cambiare il nostro assetto, ma saperci convivere insieme, imparare ad amarle, fino a quando quelle stesse insicurezze non diventeranno ciò che ci rende unici.

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