Massimo Pericolo: Quando tutto non è abbastanza

Di Alessandro Boila

“Solo Tutto” è il titolo del secondo progetto ufficiale di Massimo Pericolo. A distanza di quasi due anni da “Scialla Semper” le aspettative erano molto alte, una carriera come quella di Massimo non è così facile da metabolizzare. Sono cambiate parecchie cose per lui da quando alla fine del video di “7 Miliardi” quel ragazzo sorrideva alla videocamera urlando: “Voglio solo una vita decente”.

Massimo Pericolo, Bugie

Dopo anni di pubblicazioni su Youtube e freestyle improvvisati su Facebook, l’arresto per spaccio e l’esplosione nel 2019 con il brano appena citato, le cose per Massimo si sono decisamente evolute in meglio. A raccontarcelo è lui stesso attraverso la sua penna: più consapevole e disinibita, raffinata ma con tratti ancora volgari e crudi, che ci proiettano di nuovo nel suo immaginario o per meglio dire nella sua realtà, perché se c’è una cosa che avverti a pelle, ascoltando un suo brano, è che dietro alle parole ci sono storie di vita vera. Ed è così che Massimo Pericolo decide di aprire il nuovo disco: con il racconto della sua vita attuale.

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“Casa Nuova” è la proclamazione del suo status, essere uscito dalla strada, togliersi di dosso tutti gli impicci di un ragazzo che non aveva altra scelta se non quella della criminalità, essersi potuto comprare casa con i soldi della musica e finalmente vivere degnamente la vita che aveva sempre desiderato.

(La cosa peggiore di essere famosi è che si aspettano che ti comporti come se non lo fossi)

L’album prende varie sfaccettature, scorrendo traccia dopo traccia definisce i lineamenti caratteriali del rapper e il suo modo di porsi di fronte a varie situazioni. Non mancano i riferimenti alla sua storia, ma questa volta Massimo ne prende accuratamente le distanze, come se fosse un narratore onnisciente, metabolizzando finalmente il suo passato e parlandone in una maniera così dettagliata e a tratti romanzata, da creare dei veri e propri Storytelling poetici, come nel caso di “Airforce” insieme a Madame, in cui racconta la storia di un ragazzo e una ragazza in fuga dalla loro vita che fanno conoscenza su un treno e “Fumo”, in cui parla di una resa dei conti finita male.

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Le parole sono così dirette e fluide da far immedesimare immediatamente l’ascoltatore, poiché una delle più grandi capacità dell’artista in questione è proprio quella di creare empatia attraverso la sua scrittura. È il caso di “Bugie” e “Brebbia 2012”, in cui nella prima Massimo da la sua visione nichilista della vita, l’idea che nulla ha veramente senso e che noi ci costringiamo ad illuderci per poter sopravvivere e andare avanti, non mancano poi riferimenti ai difficili rapporti con il padre e alla consapevolezza che l’unico esempio che gli ha dato è quello di non seguirlo. Nella seconda traccia, invece, Massimo omaggia Marracash con la sua “Estate in città” (traccia presente in
“Marracash”), in cui entrambi descrivono la noia estiva di chi -non avendo soldi a disposizione- è costretto a rimanere in una città deserta e annoiata, mentre gli altri vanno in vacanza.

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L’ultimo dei temi trattati è forse uno dei più difficili con cui Massimo si rapporta: l’amore. Non sono mancate nel suo passato tracce dedicate alle proprie ex, in cui amore e odio si alternano in un turbinio di barre che spesso e volentieri traspirano rabbia per la delusione ricevuta, ma anche nostalgia di quel rapporto e quella stabilità che Massimo non è in grado di trovare in se stesso. Non a caso l’ultima traccia è proprio “Stupido”, una delle più introspettive dell’album, e di cui la parte finale fa da titolo al disco (sei solo tu/sei solo tutto), in cui l’artista metabolizza in una maniera molto più consapevole la fine di una storia importante.

Massimo Pericolo

(Se riesco a scrivere di te vuol dire “cazzo non ti amo”)

Ma perché dunque quel “Solo Tutto” dà nome all’intero progetto? La risposta ce la dà proprio Massimo Pericolo traccia dopo traccia. Se da una parte ha raggiunto quella vita che aveva sempre invidiato agli altri, che gli tormentava la mente, generandogli ansia e depressione, dall’altra si è accorto che avere tutto per alcuni di noi non è abbastanza, e non basta a fermare quel vortice di pensieri che ci riporta con i piedi a terra, appesantiti dalla paura e dalla consapevolezza che ciò che ci manca veramente non è al di fuori di noi, ma dentro. Non tutto si può ottenere con i soldi e una volta raggiunto il successo, il vero traguardo sarà quello di affrontare noi stessi e l’idea che c’è un
vuoto che non potrà mai essere riempito, ma con cui dobbiamo convivere. Nonostante tutto.

Massimo Pericolo: quando tutto non è abbastanza

(Tu fingi di essere depresso e fa figo/io fingo di essere contento e fa schifo).

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