Messa a fuoco – Playboy: il nuovo volto del Bunny

Di Viola Lotta e Magda Polytaridou


L’articolo di oggi si apre su una delle riviste più controverse e famose della storia: Playboy. Il periodico Playboy, come la vita e del suo fondatore, è basato sulle contraddizioni.
Hugh Hefner è noto come un rivoluzionario sessuale, un sostenitore della LGBTQ e dei diritti dell’aborto, un magnate e un’icona che ha aperto la strada alle idee moderne sulla positività sessuale.
È anche l’uomo che ha costruito il suo vasto impero capitalizzando immagini idealizzate dei corpi delle donne; un uomo che aveva un cast a rotazione di giovani “fidanzate”.

La rivista nata nel dicembre del 1953 e conosciuta come rivista erotica rivolta al pubblico maschile, vede in realtà nelle proprie pagine, articoli di alto spessore contenutistico: Il creatore della rivista è stato infatti un pioniere nella pubblicazione di lunghe interviste approfondite, anche scomode, a personaggi come Marlon Brando, Fidel Castro, Lance Armstrong o Nicole Kidman, oltre ad altre numerose star del cinema, della politica e della letteratura. I contenuti di Playboy non sono infatti limitati al nudo, ma spaziano tra l’intrattenimento colto (già nel
primo numero vi erano articoli sul jazz, sul Decameron e brani di Sherlock Holmes) e il design.

Prima copertina ufficiale della rivista periodica Playboy, autografata da Hugh Hefner.
https://www.focus.it/cultura/arte/levoluzione-delle-copertine-di-playboy?gimg=0#img0

Le larghe vedute dell’editore, hanno fatto sì che la rivista sia riconosciuta come estremamente rilevante nel movimento noto come rivoluzione sessuale, sviluppatosi a cavallo fra la prima e la seconda
ondata femminista, negli anni ‘60.
Anna Wilson, la senior director per i multimedia di Playboy, ha dichiarato in un’intervista nel 2019:
“Storicamente, la rivista utilizzava lo slogan “Entertainment for Men” ma abbiamo tolto quello slogancirca un anno e mezzo fa e ci stiamo riposizionando attivamente per essere per tutti”.


Queste dichiarazioni trovano riscontro, per esempio, nel lavoro per la rivista, della fotografa spagnola
Carlota Guerrero, ‘celebración sexual’.
È la documentazione della marcia del 15 Marzo 2019 avvenuta a la
Rambla de Barcelona, in una delle strade –come dichiarato dalla fotografa stessa- sotto una predominanza maschile che ha portato a svariati resoconti di terrore da parte di moltissime donne.
I corpi statuari vengono esaltati dallo stile fotografico della Guerrero, che si distingue infatti per il “soft focus” dai toni pastello e per l’uso delle luci che creano un’atmosfera evanescente, quasi trasognante.

©Carlota Guerrero, celebracion sexual, 15 Marzo 2019.
http://carlotaguerrero.com/celebracion-sexual/


Un approccio dai colori più saturi, è nel lavoro fotografico portato sul periodico dalla fotografa portoghese Ana Dias, in collaborazione con Marsha Elle. Seppur i due stili risultino molto diversi, l’importanza delle tematiche trattate è simile. La cantante ha infatti dichiarato come il fare da modella l’abbia aiutata a diffondere la sua storia e a spingere il pubblico a rivalutare l’idea di bellezza, includendovi le persone disabili.

Marsha Elle by ©Ana Dias, 20 Maggio 2020
http://www.anadiasphotography.com/proj/marsha-elle-passion-in-paradise/marsha-elle-by-ana-
dias-45/


La rivista si rivolge dunque a fotografi che capiscono la sua nuova direzione e vogliono interagire con i valori che il marchio rappresenta: libertà di espressione e piacere per tutti, non solo fotografare un
personaggio o un Playmate.
Un altro dei fotografi innovatori è Ryan Pfluger. L’obbiettivo del suo lavoro è quello di mettere in luce soggetti che passano inosservati. Nella collaborazione con Playboy, sceglie di dare voce alla storia
dell’attore Ezra Miller; con lui apporta inoltre un nuovo approccio su come fotografare gli uomini.

Ezra Miller by ©Ryan Pfluger
https://www.playboy.com/read/ezra-miller-fantastic-beasts-interview
https://www.playboy.com/read/ezra-miller-fantastic-beasts-interview

Playboy ha ricevuto quindi storicamente molta attenzione per la sua fotografia di nudo, ma è molto di più. Reportage, ritratti per celebrità, nature morte, ampi scatti artistici con modelli e set che mantengono l’atemporalità dell’essenza di Playboy: un tocco di sex appeal.

Viola Lotta, Magda Polytaridou.

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