Monochromatic Experience Ep. 11

Di Alessio “Chopy” Cambiotti.

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Dove andiamo?
Ce lo chiediamo sempre, in qualsiasi occasione. Cosa sto facendo? Quello che faccio è giusto? Da quando siamo piccoli i nostri genitori fanno di tutto permetterci sulla direzione giusta. Studia, fai il bravo, non frequentare quelli lì, trovati un lavoro, fatti una ragazza. E come se non bastasse ci
sono i pranzi/cene di famiglia dove la mole di giudizi e consigli parentali aumentano in maniera esponenziale. Ancora non ti sei fidanzato? Cosa fai nella vita? Ma un lavoro VERO no? Ma poi, tutti quei tatuaggi, dove credi di andare?


Dove devo andare? La vita è una strada, e va percorsa dritta. Non i sentieri bui. Non le scorciatoie. Ma se percorriamo sempre la strada che hanno intrapreso gli altri la nostra quando la incontriamo (sempre che la incontriamo?). I sentieri bui sono gli sbagli, sono le scelte che non avremmo dovuto fare. Quel tatuaggio sbagliato, quella relazione tossica, quella minchiata a lavoro che sembra costarti tutto. Quelle
sono tutte quelle volte che i nostri piedi si sono stancati dell’asfalto, bello lucido, appena steso, e hanno preferito il sentiero.

Il terriccio, la terra battuta. Dai che palle la strada asfaltata. Io nella
vita forse ho percorso più le strade battute che quelle tradizionali. Ogni scelta era un sentiero ripido, ogni decisione avventata era una passeggiata in mezzo a una foresta buia. La cosa mi ha rovinato? No. Ho capito quali erano le scarpe giuste da mettere, i pantaloni adatti.


Credo che battere il sentiero “secondario” mi abbia donato la capacità di camminare meglio. E soprattutto di poterlo fare sempre, anche quando piove, anche quando sulla strada principale ci sono i lavori. Le scelte sbagliate sono sempre stato un disastro nell’immediato. Avventatezze che
hanno creato ancora più difficoltà. Ma sono proprio le difficoltà che ti aiutano a crescere però. La strada principale è indubbiamente comoda. Ti aiuta a fare una vita semplice, senza complicazioni.


Ne problemi da risolvere. Ti bastano le scarpette. Però vivi veramente? Potrai dire fra decenni di aver vissuto davvero? O sarai sopravvissuto? Mi terrorizza pensare solo di chiedermelo. Non ci voglio nemmeno pensare, ed è questo che mi spinge nelle mie scelte, ogni singola volta. Vorrai essere pieno di rimpianti o di rimorsi? Io non ho dubbi, continuerò a vivere cercando sempre il massimo che posso ottenere, anche se questo vorrà dire lasciare la via principale e inoltrarmi nella stradina, conoscendone i rischi e avendo imparato ad attraversarla nel modo giusto.

Non senza paura, non in maniera avventata, ma con la consapevolezza di riuscire a trovare quello che per me è meglio. E di fare tutto il possibile per ottenerlo. Perché come diceva Marilyn Monroe “noi tutti dovremmo cominciare a vivere prima di diventare troppo vecchi. La paura è stupida, è così che nascono i rimpianti.

Quindi dove andiamo? Non lo so voi, ma io qualche deviazione la prendo.

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