Monochromatic Experience Ep.4

Di Alessio “Chop” Cambiotti

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Credo che ognuno abbia una vocazione. Non sono mai stato un grande fanatico del destino, mi fa impazzire l’idea che ognuno di noi abbia un cammino preimpostato da “dover” seguire senza poter fare le proprio scelte. 

Però una predisposizione si, un’inclinazione per fare qualcosa bene. Che non deve essere necessariamente il tuo cammino, ma la capacità di fare qualcosa.

Credo che ognuno cerchi la sua strada, la sua predisposizione. E sono certo che dopo tanti tentativi ognuno di noi può trovarla. Il punto cruciale è capire se si ha la predisposizione all’arte, alla creazione. Lo senti dentro, credo.

Io non l’ho nascosto mai, ne ho provate tante. Ho suonato uno strumento, ho provato a dipingere (più o meno legalmente) e a scrivere. Sentivo il bisogno di dover tirare fuori qualcosa, non lo sapevo nemmeno io cosa. E sentivo la frustrazione, lo capisci che una cosa non ti sta riuscendo come dovrebbe. Lo senti che quello che esce da quello che fai non è quello che senti di poter dare. 

La fortuna/sfortuna del mondo di oggi è la completa accessibilità a tutto. Una mattina ti svegli e decidi che vuoi fare il fotografo, il pittore, il designer. Puoi comprare una macchina fotografica, un computer, libri e guardarti milioni di tutorial su YouTube. Oggi poi, con internet è davvero facile. 

Ma tu puoi studiare, puoi conoscere a memoria una macchina fotografica, o uno strumento. Sono oggetti, hanno dei libretti di istruzioni. Hanno delle comodissime regole da seguire, che ti servono a fare le cose come vanno fatte. Ma le azioni meccaniche non creano belle cose.

La passione credo sia la chiave di tutto.

Io ad oggi ancora posso ammettere molto candidamente che non ho compreso la metà delle logiche fotografiche, i tecnicismi. Non so perché certe azioni determinano certi risultati e non mi sono mai messo veramente a cercare di impararli. Credo che l’oggetto in sé sia solo un prolungamento di quello che senti. Ed io sono dannatamente pigro.

Ma un giorno mi sono iscritto a un corso di fotografia, troppe lacune da colmare. In un’uscita fotografica siamo inesorabilmente finiti al lago Trasimeno al tramonto. Lì ho avuto la possibilità di conoscere una persona meravigliosa, l’ultimo pescatore del lago che ancora aggiusta le reti da pesca alla vecchia maniera. Mano e ago, senza cedere alle tentazioni del mondo moderno.

Con passione, appunto. E con lo spirito di fare cose belle. Come in tutte le cose credo che questo dovrebbe esserci di insegnamento. Non dobbiamo fare niente solamente per moda, se non ce lo sentiamo. Dobbiamo esprimerci dando agli altri il meglio che possiamo dare. 

E non dobbiamo preoccuparci troppo del resto, le cose che facciamo devono far bene prima a noi stessi.

Latitudine 43,1039, Longitudine 12,1879

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