Monochromatic Experience Ep.5

Di Alessio “Chop” Cambiotti


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Quando hai 14 anni non hai chiaro niente nella testa.
Spesso e volentieri a me capita ora, a 38. Il cervello mi da una continua scarica di impulsi, spesso e volentieri contrastanti, e mi fa reagire a quello che mi succede intorno a seconda di come mi sveglio.

Credo sia bipolarità. Due Chopy differenti in un unico corpo (e vista la stazza ci potrebbe pure stare che siamo in due). Non lo so mai qual è la reazione giusta, il comportamento giusto. Ma torniamo ai 14 anni.
Raga, a 14 anni inizi con il prendere le tue prime decisioni importanti (e
non parlo della gestione dei brufoli). Anche se hai ben capito che musica ti piace, e chi sono i tuoi amici ti ritrovi a dover scegliere LE SCUOLE SUPERIORI.

Come ho già detto nella precedente pillola ognuno di noi ha sicuramente una predisposizione. E quando si tratta di scuola sei sicuro al 100% verso cosa NON sei predisposto. “La matematica la odio allora non vado allo scientifico” “Che schifo economia, niente Istituto Tecnico”.


Tutta la mia famiglia proviene da una formazione classica. Del resto, quel buon uomo di mio nonno era il preside del Mariotti, non sono nemmeno convintissimo che mia madre abbia realmente potuto scegliere che scuola frequentare. Ma io si. Cristo santo io adoravo l’informatica.
Ero uno smanettone, mi piace smontare e rimontare i computer, mi piaceva Dos e adoravo Monkey Island (e al diavolo voi nerd di oggi, noi per giocare ogni 10 minuti dovevamo cambiare dischetto).

Ho scansato con tutto me stesso l’istruzione classica per l’enorme gioia del professore di casa (non esattamente per lo meno). Questo mi ha sollevato dai lunghi pomeriggi di studio a casa sua? Certo che no. Ma ora mi rendo conto che una cosa che avrei senz’altro adorato è il Latino. Io non so voi, ma sono un feticista dell’origine delle parole. Da dove vengono i vocaboli che
usiamo, chi l’ha inventati e per quale motivo? I latini erano i big men della situazione.


Prendiamo ad esempio il termine “sicurezza”. Proviene da “sine cura”. Praticamente vuol dire che l’evoluzione di quello che stai compiendo per te non abbia effetti indesiderati. Si ciao. Solo a scrivere “non abbia effetti indesiderati” mi viene da ridere. È la storia della mia vita praticamente.

Però a tutti noi piace il concetto di sicurezza. Ci piace essere sicuri di essere
apprezzati, che le persone intorno ci vogliano bene, che nessuno ci licenzi o ci escluda da qualche attività. Diciamo la verità, è davvero difficili essere noi stessi. Il nostro bisogno di sicurezza ci spinge a vivere una vita con il freno tirato. Essere davvero noi stessi e piacere agli altri è praticamente impossibile. A qualcuno non interessa, ma a qualcuno si.

E non ci sporgiamo mai oltre, non viviamo spesso quello che desideriamo per rimanere belli belli, chiusi e comodi nella nostra comfort-zone.
Ma cheppalle la comfort-zone. Io mi ci annoio ogni secondo che ci passo. Con gli anni ho capito che non vale la pena “piacere agli altri”, ma a 14 anni era tutt’altra storia. Ero rinchiuso.

Ma ora vi dico, uscite dalla comfort-zone e vivete la vita come vi pare, perché è una sola e perché nemmeno un minuto va sprecato a sentirsi
sicuri. Nella nostra testa ci sarà sempre il segnale di Limite di sicurezza. Bene, sta lì solo per essere sorpassato.

Latitudine 43,1235, Longitudine 12,0549

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