Monochromatic Experience

Di Alessio “Chop” Cambiotti

Vi consiglio di ascoltare il brano mentre leggete e guardate la fotografia

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Non mi ero mai approcciato alla fotografia in bianco e nero. Sinceramente ho sempre provato a sperimentare con le luci, i colori, le stelle.
Ho usato filtri, lunghe esposizioni, cercavo sempre la tecnica più stupefacente, cercavo di impressionare gli altri. È una continua ricerca, lo scatto adatto per il pubblico adatto. Cosa prende di più il pubblico che ti segue? Diventa un gioco spietato con te stesso, che piano piano ti logora.


È il 28 febbraio 2017, e con un figlio con una manciata di mesi prendo la macchina per un giro sulla Costa Azzurra. Il clima è freddo, il vento pungente. Inizio a scattare, e piano piano i miei occhi vedono qualcosa di diverso. Torno a casa e al computer mi accorgo di aver raccolto una
testimonianza diversa dal mio solito approccio.

Il passaggio al bianco e nero è stato quasi automatico. Due colori primari che si fondono, creando di fatto la drammaticità che ho visto. Posso dire che di fatto quel giorno ho scoperto la Street, o che almeno ho iniziato a provarla. Ho iniziato a fotografare per me stesso, finalmente.

Catturare attimi di vita quotidiana, e conservarli in un progetto che avrebbe dato spazio solo a quello che conta, la fotografia.
La bio del progetto è abbastanza concisa: no name, no fame, just photography. Il progetto è rimasto nascosto a praticamente chiunque, per i primi due anni. Le foto non sono le foto di Alessio Cambiotti. Le foto sono foto e l’immagine è tutto quello che c’è da dire.
Così nasce Invisible Sight, progetto anonimo di fotografia monocromatica

Latitudine 43,6948 Longitudine 7,2779

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