TAKIS WüRGER – IL CLUB

di Nicolò Bertotto

Avevo letto su Internet che una volta il principe Carlo avrebbe detto di aver imparato più in una notte al Pitt Club che in tre anni al Trinity College”.

Lo University Pitt Club: un’istituzione della scena universitaria di Cambridge, con le sue colonne bianche che risplendono al mitico n. 7 di Jesus Lane: “a meeting place for members and their guests – a place where they could eat and drink in pleasant surroundings”.

Recentemente pare non se la sia passata proprio bene, avendo chiesto ai propri “alumni” un obolo di 50.000 sterle per sopravvivere alla carenza di liquidità dovuta alla pandemia. Fa strano sentire che questa sorte sia toccata anche a un circolo elitario fondato nel 1835 e frequentato per circa due secoli dai più facoltosi studenti del campus (alcuni dei quali sono diventati, tra l’altro, insigni politici o accademici).

Le donne sono state ammesse dal 2017. Prima potevano soltanto prender parte alle feste organizzate dal Pitt Club, ove invitate da una cerchia ristretta di selezionatori. Ma se pensate a cerimonie abbottonate vi sbagliate di grosso. Il Guardian in persona parla di veri e propri “bacchanalian parties”.

Questa versione coincide quella offerta da Takis Würger nel suo romanzo d’esordio: Il club (Keller Editore, 2021).

Da una parte un circolo storico ed esclusivo riservato alla upperclass universitaria: “Idioti pieni di soldi … E il resto dell’università sta fuori e sogna di farne parte”. Dall’altra, l’alter ego di un locale di Mykonos a luglio, dove si scatenano festoni epici che degenerano tra fiumi di alcool e droghe. In queste occasioni, ciò che rimane della tradizione e della rispettabilità del Pitt è soltanto il blazer sartoriale indossato da avventori completamente strafatti. Sobrie serate di classe, in cui tessere relazioni personali strategiche per la carriera post-accademica, si alternano dunque a bevute scientifiche e colossali; notti infinite e variopinte, dalle quali è tosta riprendersi: “Entrarono due ragazzi con un nano sulle spalle … cominciarono a portarlo in giro per la pista da ballo … Ogni tanto il nano cadeva per terra … Un ragazzo teneva una bottiglia di Absolut sopra le bocche di svariate ragazze”.

Non è difficile lasciarsi suggestionare e pensare che la finzione del libro si avvicini almeno in parte alla realtà; del resto l’autore ha studiato proprio a Cambridge, come racconta la sua biografia.
Anche lui (ex) pugile e tedesco, come Hans, una specie d’infiltrato nel club, con l’incarico di far luce su un crimine lungo due generazioni: “un tipo tranquillo, eppure una belva sul ring”. Nel suo personaggio, centrale nella storia, c’è una traccia di romanzo di formazione. La zia Alex e la dottoranda Charlotte sono suoi mentori in cerca della nemesi. Lo studente cinese Peter farebbe di tutto per ottenere la membership del club. Josh è uno dei massimi esponenti del Pitt, della squadra universitaria di boxe e di una specie di loggia all’interno del club. Billy cerca il proprio riscatto e lo troverà con indosso i guantoni, nella sfida ad alta tensione sportiva contro gli arcirivali di Oxford.

Round dopo round, tra una scarica di fendenti, una gita nella City e sbornie di “Pitt Juice” a raffica, Hans dovrà decidere se restare fedele alla combriccola che lo ha accolto a braccia aperte, oppure portare a termine il suo mandato, sbriciolando uno spesso muro di omertà.

Oxford contro Cambridge!

Se vi piacerà Il club, la lettura consigliata è Noi di Richard Mason (Einaudi). Questa volta siamo ad Oxford, ma l’impianto narrativo è lo stesso: anche qui sono i vari personaggi a raccontare una storia altrettanto avvincente, con spunti e temi comuni a quella raccontata da Takis Würger.

Ascolti consigliati per le letture:

The Beloved – The sun rising

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Ride – Lannoy point

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* il virgolettato in apertura è tratto dalle pagine 45 e 46 de Il club.

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